Il vescovo di Lione dalle processioni ai cortei

5 AGO 20
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E' appena tramontato il giorno della memoria, con il rimorso rievocato per quell'olocausto, che già rinasce il sole di tenebra del nuovo giorno di tutti i thanatofili affacciati su gli spalti della comunicazione, per avvelenare con i loro gas venefici quel lucignolo di vita ancora rimasta nei ridotti della nostra civiltà. Il diritto alla vita(Bios) è sempre una sopraffazione di quella degli altri, di quelli che vengono prima al mondo e si accreditano il diritto alla sopravvivenza contro la minaccia delle generazioni seguenti; è un comportamento animale ben conosciuto dagli etologi. Ma la vita degli uomini non è solo vita biologica, è anche vita amorosa (Zoé), quella che si dona oltre ogni computo di particolare interesse, che si genera, si educa e si offre, con sacrificio di sé e delle proprie cose. La civiltà è fondata sul sacrificio, altrimenti si vive nella barbarie. I vescovi si oppongono a tale barbarie ricorrendo ai mezzi della comunicazione nemica, cercano di resuscitare i morti con le stesse loro nenie. Quando la terra si copre di morti, come è avvenuto in quei giorni in cui Dio sembrava assente, si deve considerare che l'albero della vita era già secco e che solo i morti possono morire, la vera vita(Zoé) è eterna; non aveva detto Gesù:"lascia che i morti seppelliscano i morti, tu va' e annunzia il regno di Dio (la Vita)" ? Lc 9,60